
…eeeeeee….carramba che sorpresa!!! Direbbe la Raffaella Carrá scuotendo il suo caschetto posticcio.
Eheheh…ancora io.
Dopo mesi e mesi di vuoto, che i pensieri si aggrovigliavano talmente incasinati che mettermi ad incasinare anche la mia nera, amata pagina web…noooooo…non si poteva.
Peró amo questa pagina nera, amo il mio piccolo Lama Viola abbandonato al suo destino e snza nessuno a prodigargli carezze affettuose… povero Tupac Amaru. Amo voi!
E quindi???
Eccomi di nuovo. A 18 ore e un oceano da voi. O forse un paio.
A 7ore di fuso orario ed in una stagione diversa (maledetta nebbiolina).
Mentre confondo parole in castellano ed italiano e la dislessia ormai é all’ordine del giorno. Con il mio coinquilino tedesco morto sul sofá dopo una festa di alcool a fiumi ieri nella notte, sul tetto di un palazzo della zona residenziale di Lima, a cercare di muovere il culo per ballare una salsa decente (niente da fare. E il Raggaeton men che meno).
A Lima. In Perú. Perché ve l’avevo detto che sarei partita ma gli ultimi mesi a Roma…me li ricordo come una sequela di avvenimenti sparsi, e persone, e feste, e la mia laurea, e una valigia hc epoteva contenere solo 20 chili uccidendomi di isteria.
E pianti. E ascoltare l’I-Pod per non sentire quanto mi sentivo sola.
E ora??? Ora si é placato tutto. Sono sempre io.
Sempre lunatica, sempre nevrotica, sempre strega, sempre pronta a ridere di tutto. Sono io in un altra cittá che si chiama Lima e dove fa freddino, ora, e il traffico della strada arriva come fiume incessante di rumore.
Sono io che parlo un’altra lingua, e ho un’altra stanza e sento i miei per telefono comprado schede internazionali per poter parlare 40 minuti ogni 2 settimane… e papá che ha imparato a scrivere mail.
Sono io… sempre. The moody witch, Layleen, colei che scrive.
E da questo angolo del mondo ricomincio…
…come state? Come prosegue la vita nella mia terra (Cannelloni&Lasagne!!!!Qualcuno me li spedisce via aerea?)
Sono tre mesi che non saluto Roma…tre mesi e una settimana…e chi l’avrebbe mai detto, dopo tutto quello che ho scritto sulla mia cittá…dopo tutto il mio amore.
Quindi posto, le mail scritte ai miei amici, i “Capitoli” della mia vita a Lima…
Ecchecefrega??? Direte. Oh, bhe… mica vi ho detto io di leggermi.
Io posto. Voi ci metterete quattro giorni e mezzo a leggere il malloppo postato ma se volete… insomma, a voi la scelta, di filarmi o meno.
Se non avete paura delle mie macumbe… Ricordatevi sempre con chi avete a che fare!!!!
Vi bacio, forte forte… un libro di 200 pagine che parla di “Tombe nell’antico Perú” mi attende. Que suerte.
Baci sparsi nell’etere…. a sentirci presto.
****** PRIMO CAPITOLO *****
Scrivo sul tavolo del salotto…fuori c?è un sole assassino che aspetta solo le mie spalle per continuare la sua opera di distruzione (e questo siete voi che me la tirate!) Allora, per non sparare stronzate a rotta di collo cerco di farvi una micro-cronaca dei miei ormai 5 giorni Limeñi.
…eviterò di raccontarvi il viaggio in aereo, una storia lunga e deprimente da telenovelas, di lacrime, musichette sentimentali e maceramento-autocompatimento molto poco pulp, condita dalla stronzaggine delle hostess dell?Iberia ? che sono stronze perchè sono le uniche hostess non fighe dell?universo delle hostess- All?aereoporto mi aspettava Jorge, un ragazzo che lavore l?associazone che mi ha trovato casa, assieme a Belén, la mia compañera de piso…ovvero la mia / la nostra salvezza / in questi primi giorni a Lima. Lei è di Cartagena, ha una cascata di capelli ricci fino a metà schiena, e si sta prendendo cura del mio spagnolo, meno male…anche se con risultati scarsi, perchè continuo a parlare Itañol, come mi è stato definito dal mio futuro prof di Archeologia ( Ma molto bene!) La nostra terza compagna di casa è Alejandra, peruana. Mi è stata presentata e poi è uscita. Non sono riuscita a capire che faccia c?avesse fino alla mattina dopo perchè al primo incontro sono stata totalmente ?irretita? dalle sue tette ? giganti- (Dato che la sottoscritta NON ha tette e rimane affascinata dalle tette delle altre ? se sono grosse, naturale ? quanto un uomo)Tutta invidia. (ci tengo a sottolineare che TUTTE le peruane hanno tette giganti)
Il Jet Lag è distruttivo, io e Belén andiamo a dormire alle 11 massimo e alle 7/8 del mattino io schizzo in piedi. Domenica Alejandra, la peruana tutta tette, ci ha portato a fare un giro per il nostro quartiere Mirflores ed il quartiere degli artisti, Barranco. A Miraflores non sembra neanche di stare in America Latina, non fosse che ci sono peruviani ovunque ( e voi direte ?E grazie al cazzo?, sì, lo so). Ovvero, negozi europei, traffico decente, e nessuna nota di colore-stile più che tanto particolare. Barranco ha case basse stile coloniale, coloratissime, e sulla piazza una serie di tende dove tante piccole donnine peruviane cucinano cibo tipico…Molto pollo, molto avocado e varia verdura, salse ma non piccantissime ecc. e la chicha, che sarebbe una bevanda sia alcolica che non, di mais ? o nero o bianco – fermentato.
Domenica sera ho chiamato il mio prof Italiano che mi ha proposto di passare da casa mia la mattina dopo alle 7.15, per accompagnare la figlia al primo giorno di scuola, al ?Colegio? italiano ?Raimondi?. Ragazzi, la cerimonia di apertura è stata una cosa veramente allucinante…sotto una tenda, seduti, nelle prime file gli alunni e in fondo tutti i genitori della Lima bene ? e io – . Hanno fatto l?alza bandiera peruviano e italiano, e mi sono trovata a cantare il nostro traumatizzante ?Inno di Mameli? ? spaccandomi dalle risate da sola dato che Curatola era sul palco nei posti d?onore ? con tanto di mano sul cuore.
Aiuto.
Dopodichè Curatola mi ha presentato a mezzo modo, tra cui all?ambasciatore Italiano ? Amore parliamone, io presentata all?ambasciatore?! ? e mi è stato proposto un posto d?insegnamento alla materna che non so se accetterò perchè gli orari sono un po? troppo incasinanti la mia esistenza, ovvero tutti i giorni dalle 7.30 alle 15…i corsi sono la sera, vero, ma quando studio?
Poi siamo andati alla PUCP…che come dice Belén è una ?LOCURA?. E? finta! Sembra di stare in uno studio di Hollywood…Innanzitutto è gigante… Parchi, giardini, roseti, caffetterie con tavolini di legno, viottoli puliti, librerie…Finta.
Addirittura ci sono dieci CERVI che pascolano tranquilli in giro per l?università. Non ci volevo credere finchè, allibita, me ne sono trovata uno che mi pascolava davanti…Cervi????
L?ingresso è sorvegliato e si entra solo con la tessera, richiesta da guardie di vigilanza molto serie e decisamente convinte. Fuori, e il fuori si vede dagli ultimi piani degli edifici, è Lima. La vera Lima. Siamo stati dalle dieci alle sette in università, in giro per uffici o io che accompagnavo Curatola nelle public relation e mi sentivo troppo stupida a continuare a dire ?Encantada? e ?Muchas gracias? visto che non so dire molto altro. Comunque ho conosciuto praticamente tutti i miei futuri prof. Qui, nonostante il classismo fuori, nell?università le relazioni sono completamente diverse. I prof girano in maglietta e sandali, vanno a prendere caffè con gli alunni e li salutano con un bacio sulle guance (solo uno, in Perù si usa così) per me cosa totalmente fuori di testa. Cioè pure se ti presentano qualcuno invece che con la stretta di mano ci si bacia, ma tra ragazzi è compensibile, ma tra alunni e prof.? Oltre che comprensibile, immaginate ME, signorina NON MI TOCCARE ? ODIO IL CONTATTO FISICO ? BLEAH che devo baciare un tizio mai visto…ma siamo fuori di testa? Magari pure con la guancia sudata…aiuto! Brividino proprio. Mi sto abituando e cerco di esser meno legnosa…mi riesce male, speriamo migliori. Ho deciso i tre corsi da seguire questo semestre, che saranno Temas de Arquitectura e Iconografia Religiosa Pre-Hispanica, Seminario de Sociolinguistica e Etnografia de l?Area Andina. Alle sette il Prof mi ha portato a casa dove ho stirato (nel senso che sono morta sul letto).
Ieri siamo andate alla PUCP con Belén…ragazzi che avventura! Qui non esiste il metrò, ho fatto un gigantesco errore di valutazione…solo autobus, Combi alcuni, altri un po? più simili ai nostri autobus. Gli autisti guidano come folli nel traffico congestionato: non esistono semafori e si supera a destra, a sinistra, si taglia la strada, e si passano gli incroci suonando il clacson per avvertire della propria presenza. Attraversare la strada è una roulette russa. Non esistono fermate degli autobus: i combi hanno scritte le varie tappe in vernice sulla lamiera, quindi ci si apposta sulla via e si tenta di leggere le destinazioni per essere pronti a buttarsi in mezzo alla strada ? sperando di non essere investita da una macchina o dal combi stesso-e bloccarlo, salire in tutta fretta prima che il bus riparta e non volare in terra se hai la disgrazia di rimanere in piedi. Tutti gli autisti si cimentano in una specie di gara per arrivare primi nelle varie destinazioni e caricare più gente. In tutti i combi c?è musica trash sparata a palla e varie immaginette di Gesù e della madonna attaccate intorno…quando addirittura non un altarino.
Oltre all?autista sul combi si trova un?altra figura ?El cobrador” ovvero colui che chiama la gente e riscuote il prezzo del biglietto. è appeso praticamente alla porta dell?autobus, o sporto a mezzo busto fuori dal finestrino e urla le fermate alla gente che passa sulla strada, cantilenando come se stesse vendendo pesce ?Miraflores, Miraflores, La Marina, Universitad,? eccetera. Naturalmente si procaccia gente anche se il combi è pieno da scoppiare La porta non è mai chiusa veramente: el cobrador la apre e la richiude ad ogni semaforo, ad ogni stop e ad ogni mano alzata per salire, rigorosamente con il bus in movimento…quindi il poveretto che si siede vicino alla porta rischia di esser frullato fuori, rimanere incastrato nelle porte (che sono dei combi, quindi a scorrimento) o ucciso dalle persone che si lanciano dentro l?autobus: ieri al ritorno dalla PUCP in quella comodissima posizione c?ero seduta io…e appositamente la canzone sparata era ?me voy a matar?. Molto adeguata. Comunque, ho riso tutto il tempo.
Chiudo che qualcuno nel cortile sta sparando i Pooh a palla (…mi dispiace di svegliarti forse un uomo non sarò…) ma non so chi, devo farmi la doccia e l?epopea sta degenerando.
…..The End….
******** SECONDO CAPITOLO********
PROLOGO
Quando mi faccio la doccia canto, dando fondo, in genere, al mio repertorio più trash. Stamattina cantavo ?Cinque Giorni? di Michele Zarrillo…c?avete presente? (…e lancio un quesito, ma perchè ?ed io inchiodato a te??Che vol dì?Oltretutto mi viene sempre in mente Michele Zarrillo nudo ed inchiodato da qualche parte…argh, che brutta immagine!) Nonostante che non conosca tutte le parole quindi ogni tanto mischio sulla stessa melodia pezzi di Gianni Morandi (eh?Very cultural trash music style!) il ritornello strappabudella con tutte quelle ooooo e aaaaa così lunghe mi diverte molto,nonostante il testo da pera di insulina immediata. Tutto questo per dirvi che la mail di oggi potrebbe rasentare discretamente l?assurdo. E infatti al momento sto ascoltando il ?Valzer di Lupin III? ?Sto tremando qui dentro di me, chi lo sa, stanotte tocca a me, se gioielli e denari e tesori non ho a Lupin il mio cuore daròòòòòòòòòòòò? Cosa dire? Oltre che vi avvertirò di che musica mi sta passando nelle orecchie mentre vi scrivo (al momento Cindy Lauper, Girls jast wanna have fun, che non può mancare, ovviamente!) vi racconterò questi ultimi giorni nella grande, caotica, immensa, confusionaria e rumorosa metropoli a sud est da voi…costa del pacifico, America Latina, un Marzo assolatissimo, spalle e braccia abbronzate e scoperte…un bacio a tutti, che il resoconto inizi!
Capitolo 1: ?Dove la nostra eroina invece che dedicarsi ad una visita culturale sprofonda nel vortice tutto femminile dello shopping domenicale?Miracolosamente Domenica mattina io e Belén siamo riuscite ad alzarci in un orario decente, e ci siamo imbarcate, o meglio, ci siamo lanciate in corsa, dentro un combi diretto verso il centro. Il centro di Lima è, dicono, pericoloso. Quindi, per dire, ho dovuto convincere il ragazzo peruviano della mia coinquilina Tetta Gigante, a farmi girare con la Reflex, promettendo di tenerla in borsa. Ero già stata al centro, ma di notte…ma non è che avevo visto gran che, oltre l?altrio dell?Hotel Bolivar dove servono Pisquos Sour (peruvian drink) ottimi. Comunque, al centro non c?è molto, oltre alcuni edifici coloniali e un paio di chiese barocche. La cattedrale, nella piazza centrale, è un?edificio gigante, e come la vicina chiesa di San Francisco è afflitta all?interno da una sequela di statue in stile barocco spagnolo…veramente angosciante! Cristi sanguinanti, Santi penitenti, Madonne piangenti, un odore di incenso e cera allucinatorio e penetrante…da morir di paura a trovarcisi dentro di notte, da sola. Accanto alla chiesa di San Francisco c?è l?entrata per le catacombe, dove ben 70.000 cristiani sono seppelliti…(mi ha ricordato un po? la chiesa dei Cappuccini a Roma, a Via Veneto, avete presente?Io la trovo geniale)…insomma, tutte le ossette della gente seppellita lì dentro, sono state disposte dai responsabili, evidentemente in preda ad un attacco di umorismo macabro lodevole, o sotto LSD, in cerchi perfettamente concentrici. Io sono inciampata in un perone, credo, lasciato simpaticamente in un angolo…stavo pensando di portarmelo a casa, poteva essere comodo per grattarmi la schiena, però avevo la borsa troppo piccola.. Peccato! (You sexy thing degli Hot Chocolate per descrivere delle catacombe non è il massimo, comunque?) Per il resto io e Belén abbiamo fatto le vere turiste occidentali, andando un po? in giro per negozi, mi sono comprata un paio di cosine. Oltretutto questo paese è il regno delle ballerine kitch, quindi legatemi le mani che potrei tornare a casa con le famose 120 paia di scarpe che vorrei!
Capitolo 2: ?Telenovelas latine e modi di approccio peruani?I peruviani sono una massa di provoloni inquietanti. In generale per i rapporti uomo-donna qui si respira un clima da telenovela Latino-americana. Se nessuno di voi ha avuto l?incommensurabile fortuna di vedere ?Azucena? o ?Edera? nella propria infanzia, passo alla spiegazione: le telenovelas latine sono TUTTE UGUALI e con testi che fanno una pippa ai fotoromanzi di Grand Hotel.
Praticamente: lei è una figa 100% silicone brasiliano, che di peruano solitamente non ha neanche le punte dei mignoli. Lui è un playboy plasticoso latino, con dei capelli che farebbero invidia a Ken di Barbie per consistenza&leccata di vacca, fornito di uno sguardo da mandrillo arrapato ?te sto? a passà ai raggi X? e una bassa voce tenorile che da brividini lussuriosi alla nostra povera eroina.
Lei si chiama Alejandra, Azucena, Maria Susana o roba del genere, ed è casta, pura e pia, nonostante le scollature ombelicali, le tette da Ilona Staller ma il viso acqua e sapone.
Lui, Alejandro, Josè o Joaquìn, la rimorchia indecentemente, le offre la luna, poi la tradisce con una figa con trucco alla Platinette e meno casta della nostra Azucena, che lo scopre e solitamente si precipita in chiesa in un diluvio di lacrime chiedendo a Dio perchè, con tutti i soldi che ha investito in siliconamenti vari, non riesce a tenersi stretto un uomo. Alla fine il figo si converte, capisce che Azucenza vestita di bianco all?altare è il suo sogno erotico più nascosto, si sposano e vivono felici e contenti. Fine. (nella mia vita voglio scrivere i soggetti di queste porcate). Le scene sono sempre piùo meno queste: Azucena con faccia inondata di lacrime finte ?Perchè mi hai fatto questo?Perchè mi hai tradito?Io ti amo, sei la mia unica ragione di vita!? ? digressione: qui nelle telenovelas usano Te Amo, che è terrificantemente sdolcinato, soap-operoso e diabetico. Il resto del mondo usa ?Te Quiero?- Alejandro con espressione di pietra e faccia distante ?Io non ti merito, devi scordarti di me. Ti farei solo del male? tradotto: io necessito sesso e tu non me la dai. Insomma, roba del genere. Io mi piego dalle risate. La mia coinquilina peruana piange, fa il tifo, e si innamora del personaggio del figone. Comunque qui gli uomini sembrano usciti da una soap.
Oltre che tutti ti lanciano bacetti e occhiate e suonano il clacson e cose del genere. Ti baciano la mano se fai l?errore di tenderla per una stretta. Un tizio ha avuto l?ardire ?e lo stomaco- di chiamarmi ?Preciosa princesa hermosa?!!! Sono stata colpita da un?attacco di ridarella fulminante. Il tizio è fuggito.
*In compenso, parlo di telenovelas latine. Invece i miei capelli con l?umidità sono esplosi e sembro uscita direttamente da una soap americana anni ?80. Chiamatemi Rhonda.
Divertente Conclusione: Agility in action
Anche oltreoceano! Per chi non lo sa, Agility, da Roma a Milano, è la sottoscritta, nota per la sua Agilità/Abilità in alcune pratiche che altre persone trovano particolarmente semplici come aprire una bottiglietta d?acqua senza usare i molari, o la portiera di una macchina, o una bottiglia di vino…insomma. Ieri torno a casa dal seminario e decido, per cena, di cucinarmi un piatto di pasta tonno e pommodoro. Bene. Metto l?acqua su, taglio i pommodori, vado a prendere la scatoletta di tonno e…non aveva la linguetta. Espressione da criceto perplesso della sottoscritta: e mo? Cerco un apriscatole e trovo una cosa che ho qui davanti a me e che in questi due giorni è diventato il mio peggior nemico. Ovvero un?apriscatole senza la pratica rotella, ma solo una lama puntuta da infilare nella lamiera e aprire. Allora: cominciamo col dire che già ho abbastanza problemi con l?apriscatole con la rotella ma questo che è? Una congiura? Uno scherzo? Allora: provo a infilare la punta nella scatoletta. Niente da fare.
Al quinto tentativo mentre facevo pressione con tutte e due le mani sull?apriscatole la scatoletta ha avuto la gentile idea di innalzarsi in volo andando delictamente a schiantare contro il muro e rotolando, successivamente, come se non bastasse, sotto un mobile.
Recupero la scatoletta, discretamente incazzata, e tento di usare l?apriscatole come un martello. Risultato: ho buttato il riso e ho mangiato riso pommodori e formaggio. E vai.
Stamattina vado a fare la spesa. Compro due scatolette di tonno con la linguetta ? e scritto vicino alla linguetta Facil! Tipo, se sei disabile come Agility qui abbiamo del tonno per disabili pronto ad esser mangiato ? altri pommodori e del mais: almeno potevo fare un insalata.
Torno a casa, taglio i pommodori, apro il tonno con una certa soddisfazione, vado per aprire il mais…ed era senza linguetta. Risutato? Ho una scatola di tonno ed una scatola di mais sopra il mobile con ammaccature e forellini su tutta la superficie, ma inesorabilmente CHIUSE!!!! Pregate per me.
*********CApitolo Tercero*****************
Introduzione: Santo Romano Prodi, patrono dei coglioni, ora pro nobis.
Cap.1?Virginia Persa per Lima, un I-Pod&un pacchetto di Montana Lights?.
Questa citta? e? incredibile. Incredibilmente viva, e fa sentir vivi. Nelle ultime due settimane mi sono lanciata all?esplorazione. Oltre che vedermela passare davanti agli occhi nei 45 minuti ?combeschi? che mi separano dall?universita?ho deciso di praticare l?esplorazione a pidei, ovunque possa andare armata delle mie nuove All Star, un pacchetto di sigarette peruviane migliori amiche della mia tosse cavernosa, l?I-Pod (vi amo sempre di piu?) e la macchina fotografica. Il mio quartiere, Miraflores, ed il vicino, San Isidro, riservano angoli di bellezza insospettati, tra grattacieli ultramoderni compaiono case basse con giardini fioriti e imponente costruzioni coloniali?le strade piu? grande hanno percorsi pedonali alberati con panchine solitamente invase di coppiette che pomiciano senza requie. Gia?, i peruani si baciano muchísimo. Nessuno si sconvolge nell?evitare una coppia di attempati 50enni intenti ad analizzare le piu? recondite profondita? del cavo orale altrui nel bel mezzo del marciapiede. Nulla di strano. Io sorrido, in compenso, a vedere questo tripudio di amore diffuso tra scaffali del supermarket, combi affollati e strade trafícate. La domenica e? la giornata dei ?giri fuori porta?, con Belen. Due domeniche fa sismo state a mangiare a Barranco, a camminare all?arco dei sospiri per vedere il tramonto in mezzo a coppie varie, e a conclusione al Juanito, bar storico di Barranco, avamposto socialista dove abbiamo conosciuto un vecchietto. Directamente uscito da un libro di Marquez si e? seduto a parlare con noi, attrezzato di ?Inca senza filtro? e un bicchiere d?acqua. Mi ha offerto una sigaretta. Devo aver fatto una faccia da faina soffocata (sono un?attentato) prche? mi ha sorriso e mi ha detto ?Forti eh? Anche un po? amare. Ma la vita e? come il caffe?. Non sempre si puo? bere con lo zucchero?.
Ieri sono saltata senza preavviso (nel senso che neanche io ero preavvisata) su un combi mai preso prima che mi avrebbe riportato dritto a Miraflores (solo un combi!La svolta!) passando da una zona ancora non vista. Quinde mi sono seduta vicino al finestrino tenedo pronto un sol per il cobrador con un po? di musica nelle orecchie ed un quadernino della Riccia in mano per prendere appunti? “Le scritte fatte dietro i combi (penso dagli autista stessi) sono fantastiche: oltre i vari ?Dios te ama? (a me no) ?Jesús cree in te? (errore) ?Jimena sei la mia vita? (ok) e roba del genere, oltre le madonna di Guadalupe e roba simile, ora me ne e? passato davanti uno con una scritta rossa grondante sangue: ?CASTIGADOR?! Fantastico.” “Come fa la gente a salire su un taxi con un guidatore STRABICO? A Lima ?!?! Ci sono modi meno dolorosi di suicidarsi!”
Capitulo dos: ?Ahemm?? Oh bhe, dato che tutti si baciano mi bacio pure io! Il soggetto non e? dei piu? raccomandabili, questo e? certo. E? pazzo (convinto che diventera? un holograma per la troppa recnologia?Psicotico) studia letteratura Latino Americana e gli stanno per pubblicare un reportage su Cuba?vuole fare lo scrittore pure lui! (grrrr) Ha una casa nela mia stessa associazione e l?ho conosciuto li?, vedendo ?Shining?(e morendo di miedo). Si mangia le unghie troppo e l?unica cosa che sa in Italiano e? ?Avanti popolo alla riscossa, Bandiera Rossa, Bandiera Rossa? ecc. E? un alcolista impenitente, Rhum&Cerveza a maceta. Poco male. Da ubriaco e? un po? piu? comunicativo?gia?. E? un po? troppo biondo e con gli occhi un po? troppo Sauri (uno vicino all?altra sembriano la pubblicita? della Benetton) ed e? un bel po? timido…per una semplice piccola ragione?e? Norvegese. ¿Eh? ?!?!?!?!? Altro?Gia?, niente nomi assurdi, si Chiapa Even. Chissa? se sto? casino regge. Fino ad ora niente crisi di panico?
Capitulo tres : Dopo l?amore un po? di odio. Odio i cobradores del Combi che mentre tenti di scendere dal peligroso trabicolo ti urlano nelle orecchie ?Baja Baja Baja Baja Baja Baja? (ScendiScendiScendi) finche? i tuoi piedi non sono assicurati all?asfalto. Odio gli allarmi delle macchine che durano 20 minuti esibendosi in una scala cromatica di varie melodie fracassa timpani.Odio il mio portiere che puzza di sudore come se avesse affrontato la nazionale degli All Blacks da solo. Odio esser trattata come una stupida perche? non parlo bene lo spanolo. Non sono stupida. Sono ITALIANA. Grande differenza. E a questo proposito l?ultima crisi histérica ha come colpevole la megera dell?officina informatica dell?uni?.appena parlero? uno spagnolo decente ritornero? a mettere in chiaro alcune coserte?.vestita di bianco, escoltando Beethoven e con una spranga in mano. Finita la carneficina brindero? a Latte+ alla salute di Alex.
Capitulo cuatro: piccole chicche di ordinaria follia. Belen si e? trasferita ad abitare a Barranco, perche? paga meno. Io mentre aspetto la mia casa vista mare sono rimaste nell?appartamento, insieme ad Hannes, tedesco surfista/economista con cui vado insospettabilmente d?accordo. E ieri, in grembiule e reggicalze mentre cucinavo una cena romantica?.no, scherzo, naturalmente. Non so neanche come si mette un reggicalze. In ogni caso non si sconvolgerebbe piu? che tanto, dato che ha la fortuna di incontrarmi spesso la matutina in culotte e cannottiera. Va bhe, lui gira in casa in boxer revendo birra! Insomma, insieme sismo un po? l?apice del trash. La cosa piu? divergente e? che quando gli faccio le lavate di capo perche? cucina(e molto bene) e mi lascia le pile di piatti sporchi lui sorride e per fare la pace mi regala intere stecche di cioccolata. Vi pare? A parte tutto e? un tesoro.
Cosa si fa se alle undici di sera arriva il ciclo e non si hanno assorbenti interni peri l mattino seguente? Si scende e si va a procacciarli.
Agility si affaccia alla grata della farmacia nocturna all?angolo. Un ragazzo peruano guarda in TV una telenovela (che novita?) ?Disculpa!?
Si volta, si alza e viene verso di me ?Si?? ?Me necesitan tampones? (questo e? il mio spagnolo Standard) Naturalmente al tizio gli e? preso un colpo secco. Deglutiste una noce di cocco (?Fa bene alla pelle, ai capella??citazione colta), prende una scatola me la porta. OB.
?No disculpa, usted tienes con aplicador?? Dovevate vederlo. QUanto puo? arrossire un peruano? Demasiado!
?Lezione: come si sbuccia un mango secondo Agility: ovvero, tra i tanti modi, il piu? coglione?
Il mango e? un frutto di forma ovoidale e di colore rosso arancionato (come i miei capella nei periodi piu? bui della mia esistenza) e dal sapore ?orgasmo della papilla gustativa?. La cocía (la buccia per i non autoctoni romani) del frutto in questione e? una stronzissima pelle coriacea complicata da togliere.
Fate come Agility quando ha voglia di mangiare un Mango ed in casa ha solo coltelli con scarsa voglia di collaborare: praticate un foro da qualsiasi parte del suddetto frutto. Infilando le mani sotto la buccia cominciate a sbucciarlo come se fosse una banana. Resta troppa polpa attaccata? No panic. Ciucciate. Quando avete finito potete decidere se tagliarlo a pezzi e metterlo in un plato (o in un bicchiere con il latte ?Sin Lactosa?, che esiste pure qui!) o adéntralo barbaramente. Io generalmente scelgo la seconda.
Controindicazione: il mango e? come una pesca piu? acquosa. Stesso tipo di succo. Finirete le operazioni sovraesposte coperti di una sostanza appiccicaticcia, la cucina arancione e appiccicaticcia e la faccia ridotta ad uno schifo?ma con un grande sorriso soddisfatto?.